Un Vescovo venuto da lontano

Di Salvatore Sabia

(Seminarista IV Anno).

Mons. Bertazzoni, Vescovo secondo il cuore di Dio.


Dopo aver celebrato la festa di San Gerardo Laporta, Vescovo, il 30 maggio, parliamo di un altro Vescovo venuto dal settentrione per illuminare la città di Potenza: Mons. Augusto Bertazzoni.

Egli fu vescovo della città per ben 36 anni, dal 1930 al 1966, e operò instancabilmente per il bene di tutta la comunità, soprattutto per i giovani, che erano i pupilli di colui che cambiò e illuminò la sua vita fin da quando era ragazzino: S. Giovanni Bosco.

Bertazzoni infatti nacque in provincia di Mantova, a Polesine di Pegognana nel 1876 e, dopo aver frequentato le scuole elementari nel suo paese di origine, si trasferì a Valdocco, dove frequentò l'oratorio di Don Bosco, che ebbe grandissima influenza sul piccolo Augusto. Fu tra i ragazzi più vicini a Don Bosco, arrivando ad offrire la vita per il santo, in un periodo in cui la sua cagionevole salute lasciava presagirne la morte. L'influenza di Don Bosco fu tale su Augusto che, divenuto Vescovo di Potenza, consacrò un altare al santo nella cattedrale e si battè moltissimo per avere la congregazione salesiana in città, riuscendo a far costruire l'unico oratorio salesiano della regione, che oggi si trova nel rione Verderuolo, in piazza S. Giovanni Bosco appunto.

È famosa soprattutto nell'ambiente salesiano potentino la grande profezia che lo stesso Don Bosco fece sul piccolo Augusto: un giorno come tanti, mentre si giocava nel cortile dell'oratorio, preso dalla frenesia del gioco, inavvertitamente andò a scontrarsi proprio contro Don Bosco. Augusto preoccupato per una ramanzina chiese immediatamente scusa, ma il santo accarezzandogli amabilmente la testa gli disse: “che bella testolina da mitria”, profetizzando la sua elezione a Vescovo.

Terminati gli studi iniziali a Valdocco, Bertazzoni di trasferì a Mantova dove iniziò il seminario, avendo tra i suoi formatori Giuseppe Sarto, futuro Papa Pio X, con il quale mantenne sempre un ottimo rapporto, venendo anche nominato, nel 1922, cappellano segreto di sua santità prima di essere assegnato a Potenza-Marsico Nuovo, nel 1930.

Bertazzoni si trova a governare questa Chiesa in un periodo molto complesso: la diocesi era senza Vescovo da ben 5 anni e la città usciva dalla prima guerra mondiale ed era nel pieno della seconda; la città subì i bombardamenti dei tedeschi in ritirata e degli americani in arrivo, che rasero al suolo anche l'episcopio e danneggiarono fortemente la cattedrale.

Tuttavia Mons. Bertazzoni non si lasciò scoraggiare dalle difficoltà e mise in piedi una capillare opera di catechesi, promuovendo anche congressi mariani ed eucaristici che porteranno al grande congresso eucaristico interdiocesano del 1951.

Si fece poi vero pastore della sua gente, accompagnando i laici dell'Azione Cattolica, visitando scuole e asili, promuovendo visite pastorali e supportando chiunque volesse entrare in politica con il fermo desiderio di fare del bene alla città e alla diocesi che tanto amava.

Mons. Bertazzoni con grande forza e coraggio ha mantenuto altissima la dignità del soglio episcopale potentino, su cui sedette S. Gerardo, dimostrandosi un autentico dono di Dio per il popolo lucano, plasmato dalle mani sapienti di un santo straordinario come Don Bosco, al quale la città di Potenza deve tanto, sotto ogni profilo: culturale, ecclesiale e politico.

Mons. Bertazzoni al termine del suo mandato episcopale, nel 1966, decise di rimanere a Potenza e di vivere accanto alla cattedrale, per continuare ad essere faro di quella comunità a cui aveva dato tanto e che aveva risposto al suo amore amandolo come un padre e stimandolo come un grande maestro di vita e di fede.

Morì nel 1972, a 96 anni, e venne sepolto tra i suoi figli, nella cattedrale di Potenza, dove ancora oggi è possibile recarsi sulla sua tomba per rivolgersi in preghiera.

Fu un uomo che ha amato Potenza e i suoi figli come un vero pastore, donando al suo popolo tutto se stesso.

La causa di beatificazione del Servo di Dio Mons. Bertazzoni fu aperta da Mons. Ennio Appignanesi, e il 12 Marzo 2019 la Congregazione delle Cause dei Santi ha espresso parere pienamente positivo sull'eroicità delle virtù, aprendo la strada alla dichiarazione di venerabilità.

L'augurio è che presto questo grande Vescovo possa essere elevato agli onori degli altari, per sancire ancora di più il suo essere stato pastore secondo il cuore di Cristo, capace di incidere fortemente nella vita non solo ecclesiale ma anche civile e politica di Potenza e dell'intera Basilicata, regione che Bertazzoni ha amato come sua vera sposa.

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