LA GRANDE E SUBLIME MISSIONE



Di Francesco Reale e

Pietro Oliva

(Seminaristi I anno).

Il convegno missionario dei seminaristi.


Dal 2 al 5 maggio a Firenze, presso il Seminario Arcivescovile, si è svolto il 63° Convegno Missionario Nazionale dei Seminaristi, sul tema “La grande e sublime missione: lo Spirito Santo protagonista dell’evangelizzazione”, nella rilettura della lettera apostolica di Benedetto XV “Maximum Illud”, di cui si celebrano i cento anni dalla pubblicazione. Papa Francesco ha, inoltre, voluto celebrare questo primo centenario con un mese missionario straordinario che è stato programmato per l’ottobre di quest’anno, dal tema: “Battezzati e inviati. La Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Il convegno si è aperto con la relazione di don Ciro Biondi, segretario nazionale della Pontificia Unione Missionaria (PUM), che ha presentato la figura del beato Paolo Manna, fondatore, nel 1916, dell’Unione Missionaria del Clero, definito «un’anima di fuoco accesa dall’amore dello Spirito Santo». Don Ciro ha sottolineato che è stato proprio il beato Paolo Manna il primo a parlare di protagonismo dello Spirito Santo nell’azione missionaria e il suo pensiero ha ispirato Benedetto XV che ne ha preso spunto per la sua lettera apostolica. È stata sottolineata anche l’importanza che la “Maximum Illud” ha avuto nel dare nuovo slancio all’attività missionaria della Chiesa nel mondo. Don Ciro ha, inoltre, esortato i giovani seminaristi a comprendere che la vocazione alla missione non ha molto di speciale: è e deve essere semplicemente la vocazione di ogni sacerdote. Ogni sacerdote, infatti, deve essere consapevole di essere stato ordinato per la chiesa universale, partecipe dell’unica missione che Cristo ci ha affidato: quella di andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo a ogni creatura. Come ci ricorda anche papa Francesco, nella sua ultima esortazione apostolica «i giovani, innamorati di Cristo, sono chiamati a testimoniare il Vangelo ovunque con la propria vita» (Christus vivit, 175). Infine, riprendendo le parole dello stesso p. Manna, don Ciro ha sottolineato che «a ciascun sacerdote è chiesto di essere santo». Infatti, «la santità è l’anima della missione». Non si può andare in missione senza santità e questa te la dà lo Spirito Santo. Il convegno è poi proseguito con altre due relazioni: la prima, nella giornata di venerdì, del card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, dal titolo “Lo Spirito Santo protagonista della missione negli Atti degli Apostoli”. Parlando di come la Parola di Dio si è diffusa attraverso la testimonianza degli Apostoli, l’arcivescovo ha affermato che «senza lo Spirito Santo non ci può essere missione». È lo Spirito, infatti, che ci fa capire che Gesù è il Salvatore e il senso della nostra vita.

È la testimonianza dello Spirito che accompagna la parola degli evangelizzatori, che ci guida, quindi, nel cammino dell’annuncio.

«Gli Apostoli dicono che Gesù è morto e risorto per esperienza e lo trasmettono come testimonianza, ma è lo Spirito che ne spiega il pieno significato salvifico». Il dono dello Spirito copre l’intera attività dell’annuncio e non solo la resistenza di fronte alle prove. «Tutto l’annuncio si realizza con questo carattere di libertà a ogni legame e limitazione sia esteriore che interiore», ha concluso l’arcivescovo, che dialogando con i seminaristi ha voluto sottolineare che «non si può annunciare a prescindere dalla Scrittura: essa non è facoltativa, perché è lì che abbiamo la certezza della Parola, che è messa in risalto dallo stesso Spirito». La seconda relazione è stata tenuta, invece, dal prof. Don Luciano Meddi, docente ordinario di Catechetica Missionaria presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, che ha trattato il ruolo dello Spirito Santo nella missione da un punto di vista pastorale, a partire dai documenti della Chiesa. Il professore ha voluto sottolineare il “desiderio missionario di Dio”, che è comunicazione di se stesso. La Trinità è missione e questa si realizza attraverso lo Spirito e si rende manifesta nella Rivelazione. Dai documenti del Concilio si evince che sono due i soggetti missionari più importanti: la missione di Gesù di Nazareth e quella dello Spirito Santo. La Chiesa «scopre di essere a servizio di queste due missioni, ma spesso, chi è coinvolto nella missione crede implicitamente di dover difendere l’unicità di Cristo nel progetto salvifico che Dio realizza nel mondo. Con la conseguenza di dover relativizzare e derivare l’azione missionaria dello Spirito solo da quella di Cristo». Invece, continua il prof. Meddi, «le due missioni di Cristo e dello Spirito non vanno messe in contrapposizione». Il penultimo giorno del convegno si è svolta una tavola rotonda in cui i seminaristi sono stati coinvolti, ascoltando la testimonianza di tre vocazioni diverse, tutte impegnate, però, nella comune testimonianza del Vangelo nella propria vita: quella di don Paolo Boschini, parroco di una realtà che si caratterizza per uno stile di apertura ai problemi della vita quotidiana, nel territorio della diocesi di Modena, di Guido Miccinesi, diacono permanente, responsabile della Pastorale della Salute per l’Arcidiocesi di Firenze, nonché psichiatra e infine i coniugi Enrico e Daniela Coppin, della Diocesi di Milano, che fanno parte delle cosiddette “Famiglie missionarie a Km 0”, che hanno testimoniato come lo Spirito Santo è stato presente nella loro attività di evangelizzazione in diversi paesi del mondo. I seminaristi, inoltre, hanno avuto la possibilità oltre che di ammirare le bellezze artistiche di Firenze (particolarmente suggestiva è stata la visita alla Basilica di San Miniato), di fare visita ad alcune realtà missionarie presenti nella Diocesi di Firenze, per conoscere delle iniziative concrete di “Chiesa in uscita” nel territorio. Nell’ultimo giorno del convegno c’è stata la presentazione del documento finale, una breve sintesi che raccoglie il lavoro di confronto svolto dai seminaristi all’interno dei vari laboratori. Da questo documento sono emersi alcuni spunti di riflessione che sono stati indirizzati all’Assemblea Generale della CEI che si terrà a Roma dal 20 al 23 maggio. Nel testo del documento si è voluto riprendere l’icona biblica della Visitazione di Maria ad Elisabetta, entrambe ricolme dello Spirito Santo. Inoltre, si chiede di inserire, nel cammino di formazione in Seminario, un’esperienza di missione “ad gentes”. È emersa, infine, la necessità di creare dei rapporti personali, paterni, di fiducia e di amicizia che vadano oltre i soli incontri, capaci di dare ascolto e di far sperimentare la bellezza dell’incontro con Cristo. La Santa Messa domenicale, presieduta dal card. Betori nella Basilica di Santo Spirito, con il mandato missionario conferito a tutti i presenti, ha chiuso ufficialmente i lavori del convegno.

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