Sport: una lingua "diversa"

Di Simone Arnesano

(Seminarista III Anno).


La giornata dello sport come comunicazione attiva e giovanile.


Il 7 ottobre 2018 è stata una giornata molto significativa per la nostra regione. Si è svolta per la prima volta a Metaponto la “festa regionale dello sport” fortemente voluta dalla Conferenza Episcopale della Basilicata con il patrocinio del Comitato regionale CONI e del Comune di Bernalda. Protagonisti della giornata sono stati atleti e associazioni di calcio, futsal, kickboxing, tiro con l’arco, ciclismo e tennistavolo, tra i 14 e i 30 anni provenienti da Matera, Policoro, Bernalda, Ferrandina, Pisticci e Potenza. Si sono esibiti in gare promozionali, sui campi del chiostro della parrocchia e su quelli dei Camping Riva dei Greci e Julia, al lido. Alla giornata ha partecipato anche la squadra di calcetto del Seminario, segno dell’importanza che lo sport ha nell’ambito di una Chiesa in uscita. È stata una giornata molto significativa, perché per la prima volta, in ambito ecclesiale, nella nostra regione, si è sottolineata l’importanza dello sport nel mondo giovanile. Lo sport è sinonimo di aggregazione, di uguaglianza, di sacrificio. Rappresenta un momento di svago in una società che ormai ci chiama sempre più a “correre” e che non ci lascia nemmeno più tempo per dormire; è un momento importante per la crescita dei ragazzi. Lo sport aiuta a condividere obiettivi comuni, fare squadra, avere e rispettare delle regole, saper accettare le sconfitte e gioire dei successi. Nello sport c’è anche la possibilità di individuare i propri limiti e sfidare se stessi nel superarli. Lo sport inoltre è una fra le tante attività più salutari. Il corpo umano, infatti, ha bisogno di movimento e di una regolare attività fisica; infatti, questa giornata, è nata anche per cercar di riavvicinare allo sport gli “allergici” alle attività motorie, da alcuni studi fatti, risulta che molti adolescenti ormai non praticano più sport perdendo una parte importante della loro crescita. La colpa di questo allentamento è delle nuove tecnologie. I ragazzi trascorrono molte ore allo schermo del cellulare, del computer o della televisione. Altro grande problema è l’obesità, il sovrappeso. L’obesità nell’età evolutiva è l’effetto combinato di una lunga serie di concause.

Nelle varie fasi della vita lo sport assume significati diversi: da bambini è vissuto come un gioco a tutti gli effetti, un modo per socializzare. Negli adolescenti l’attenzione si sposta sull’aspetto fisico: l’altezza e una buona muscolatura per i ragazzi e il peso per le ragazze. In alcuni giovani lo sport è come se offrisse l’opportunità di esprimersi in una lingua “diversa” che consente di comunicare con il mondo. Lo sport vuol dire anche realizzare i propri sogni ed obiettivi. Esso è considerato tra i giovani una delle cose più importanti della vita svolgendo un ruolo importantissimo nella formazione, nello sviluppo e nell’educazione.

A causa di tutte queste motivazioni i vescovi lucani hanno deciso di istituire questa giornata così da essere più vicini alle esigenze dei ragazzi, parlare loro attraverso interessi e passioni, far avvertire loro la vicinanza di una “Chiesa-Madre” capace di comprendere le esigenze dei propri figli.

La giornata è iniziata circa alle 10:00 dove ad accogliere c’era il padrone di casa don Rosario Manco, referente dell’arcidiocesi di Matera-Irsina per lo Sport e il Tempo libero. “Metaponto è stata scelta - ha detto don R. Manco - oltre che per la sua centralità territoriale, perché portava uno spirito olimpico. Nella consapevolezza che lo sport è anche vita e che è bello portare, in luoghi simbolo come campi, palestre e associazioni, il messaggio cristiano”.

Subito dopo ci sono state 3 testimonianze. La prima Margherita Anselmi, che ha partecipato alla riunione pre-sinodale a marzo 2018 ed ha raccontato dell’incontro con il Papa, condiviso con i giovani di tutto il mondo; Anselmi ha rimarcato come sia importante “che la Chiesa ascolti le istanze dei giovani”. Subito dopo ha parlato Francesco D’Onofrio, campione del mondo di karate ai Mondiali universitari 2018 affrontando il tema dello sport come scelta di salute e benessere. L’atleta di Sant’Arcangelo ha poi raccontato “l’emozione della vittoria”, vissuta “alla luce della fede e della spiritualità cristiana” e del sapersi affidare al Signore nelle vittorie così come nelle sconfitte. Infine è intervenuta la squadra di calcetto del Seminario riportando l’importanza dello sport all’interno della crescita spirituale e fisica: nello sport si impara lo spirito del sacrificio e della comunione. In tutte e tre le testimonianze è emerso che lo sport offre la capacità di vivere in gruppo, sentirsi parte di un determinato contesto sociale, può offrire grandi motivazioni nel raggiungere obiettivi, scoprire i propri limiti ed affrontarli. In effetti ci sono persone che attraverso lo sport hanno trovato, nonostante molte difficoltà (fisiche, sociali, mentali), una forza straordinaria per vivere e affidarsi al Signore ogni giorno, con gioia, donandosi con amore senza mai scoraggiarsi. Hanno saputo cogliere il “bello” della vita ringraziando per ciò che hanno più che lamentarsi di ciò che invece manca. Hanno saputo lanciare un messaggio cristiano attraverso lo sport. Basta pensare ad Alex Zanardi, la cui storia è un esempio per tutti. Bethany Hamilton che con un solo braccio e una tavola da surf cavalca onde giganti. Beatrice Vio, campionessa paraolimpica a soli 21 anni la quale ha affermato: “Se sembra impossibile allora si può fare”. La mattinata si è conclusa con la celebrazione della santa Messa presieduta da Mons. Giovanni Intini, il quale durante l’omelia ha sottolineato l’importanza di questa “festa” organizzata per la prima volta in Basilicata e il suo tema portante, ossia che “lo sport sia veicolo di aggregazione anche nella Chiesa, in uscita verso i luoghi della gioventù”. A seguire c’è stato il pranzo e dopo un po’ di convivialità tra i presenti sono iniziati i “mini-tornei” e le varie competizioni. Le gare, anche se non inserite in un contesto agonistico, hanno visto i partecipanti impegnarsi al massimo per poter vincere. La giornata si è conclusa con la preghiera comunitaria.

Lo sport, concludendo, possiamo dire che è importante, ecco perché all’interno del seminario ha una spazio considerevole e perché la squadra di calcetto ha partecipato alla giornata. Non è sinonimo di una competizione sportiva ma è sintesi di tanti fattori importanti per la vita dell’uomo. Come dice Joseph Guardiola (famoso allenatore di calcio): “Questa è la bellezza dello sport, a volte ridi, a volte piangi”. Il vero spirito sportivo partecipa sempre dello spirito religioso. Lo sport in molti casi è maestro. Allora proprio da come è emerso nella “festa dello sport”, bisogna imparare a perdere e a vincere, scoprire i propri limiti e affrontarli … affrontare la vita come un atleta vive una gara, senza soldi in tasca, deve correre con la speranza nel cuore e sogni nella testa.

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