La missione della Chiesa nel dialogo interreligioso e interculturale.

Pasquale Bernalda, I anno


Incontro con il Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Pizzaballa


«La missione del pastore per una Chiesa impegnata nel dialogo interculturale e interreligioso».

Questo è stato il titolo dell’incontro che la nostra comunità ha avuto con Sua Beatitudine Mons. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini. Esso è stato il primo appuntamento in programma nella settimana di preparazione alla festa del Buon Pastore.

Mons. Pierbattista Pizzaballa, nato a Cologno al Serio (BG) il 21 aprile 1965, ha emesso la professione solenne nell’ordine dei Frati Minori nel 1989 e l’anno successivo è stato ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani del card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna. Ha conseguito la licenza in Teologia Biblica allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.

Dal 2004 al 2016, per ben dodici anni, è stato Custode della Terra Santa e il 24 giugno 2016, dopo aver accettato le dimissioni per raggiunti limiti di età del patriarca Fouad Twal, papa Francesco lo ha nominato Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme. È stato consacrato vescovo il 10 settembre dello stesso anno e il 24 ottobre 2020 il Papa lo ha nominato Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

A dare inizio all’incontro è stato S. Ecc. mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, il quale ha rivolto parole di benvenuto e di ringraziamento a Sua Beatitudine.

Dopo mons. Ligorio, ha preso la parola il nostro rettore, don Angelo Gioia, che ha presentato la comunità del seminario di Basilicata e il motivo di questo incontro.



All’inizio della sua prolusione il Patriarca ci ha presentato la geografia della sua diocesi, che comprende Israele, Palestina, Giordania e in parte Cipro, territori ricchi di diverse culture e diverse religioni, che si trovano a condividere gli stessi spazi e nei quali i cristiani sono una piccolissima minoranza (per esempio nello stato di Israele tutte le confessioni cristiane rappresentano solo l’1,5% dell’intera popolazione).

Diversamente dall’Occidente e dall’Europa, nel Medio-Oriente religione-identità-cittadinanza coincidono, ma per il futuro di quei Paesi è necessario che la cittadinanza preceda la religione, cioè che ogni cittadino, a prescindere dalla fede di appartenenza, abbia gli stessi diritti e gli stessi doveri nei confronti dello Stato in cui vive.

Le relazioni tra politica e religione sono difficili da chiarire, perché in quei Paesi molto spesso i due aspetti coincidono.

Fondamentale in questi Paesi è il dialogo interreligioso: Sua Beatitudine lo ha definito non un lusso tra accademici ma una necessità e, soprattutto, esso non può e non deve essere astratto, ma deve tenere conto di persone, comunità e situazioni concrete, evitando ogni forma di generalizzazione.

Esso deve essere innanzitutto un dialogo tra credenti che non può partire dalla propria fede, ma questa ci deve spingere ad incontrare l’altro. Bisogna partire piuttosto dai temi comuni come la pace, i diritti umani, l’uguaglianza, il lavoro e la promozione umana.

Il Patriarca, ricordando anche alcuni episodi della sua esperienza personale in Terra Santa, ha affermato che l’incontro con l’altro aiuta a conoscere se stessi e la propria vita di fede, e che il dialogo restituisce all’identità religiosa di ciascuno ciò che è veramente necessario, cioè ci fa riscoprire l’essenziale: «il dialogo non deve avere un fine, ma è già esso il fine perché crea relazioni».

Il confronto tra diverse tradizioni religiose è la forma attuale dell’annuncio ed è costitutivo per ogni comunità cristiana, quasi come se fosse un pellegrinaggio da compiere: uscire dalle proprie certezze per andare incontro all’altro, anche se questo ci può mettere in discussione.

“Forma gregis pastor”.

Con queste parole mons. Pizzaballa ha introdotto la figura del pastore: egli deve dare la forma al gregge, custodire e far crescere la sua comunità, essere elemento di unità ed aiutare la comunità ad aprirsi al confronto e a non avere paura dell’altro. La comunità, a sua volta, deve dare testimonianza, incontrare l’altro, e non deve vivere esclusivamente per se stessa: anche se una comunità non è mai perfetta, il pastore deve essere padre di tutti.

Il confronto tra comunità deve necessariamente partire dai pastori, deve essere il pastore il primo a crederci, perché egli cresce nel confronto con l’altro, si mette in gioco e difende la propria esperienza religiosa e la propria comunità. In sintesi: «il pastore deve credere, accompagnare, promuovere e soffrire!».



Alla fine della sua prolusione il Patriarca ha risposto alle domande poste da alcuni seminaristi e, nel rispondere, Sua Beatitudine ha detto che le prime forme di annuncio sono le comunità che diventano una forma di provocazione, in quanto offrono una concreta testimonianza di fede vissuta nella quotidianità.

In questi giorni il Patriarca sta incontrando tutti i sacerdoti della sua diocesi e ci ha illustrato le sfide per i sacerdoti in Terra Santa, alcune di queste sono: il rapporto con i giovani, il dare speranza e le comunità che diventano sempre più piccole.

Alla fine ha preso la parola il vice-rettore don Antonio Zaccara che ha ringraziato mons. Pizzaballa per l’intervento e ha sintetizzato la prolusione in tre punti, fondamentali anche per la nostra formazione: la conoscenza e l’aderenza alla realtà, l’avere uno stile che favorisca l’incontro con l’altro e, infine, il dialogo che apre sempre ad una speranza.

L’incontro con il Patriarca di Gerusalemme si è concluso con il canto del Regina Coeli.

Sicuramente tutti noi siamo rimasti colpiti dalla semplicità, dalla schiettezza, dalla familiarità di mons. Pizzaballa.

Questo incontro ha fatto conoscere alla nostra comunità la situazione dei nostri fratelli cristiani che vivono in Terra Santa, l’importanza del dialogo interreligioso e interculturale nel mondo d’oggi e, soprattutto, la missione del pastore in quelle terre.

A Sua Beatitudine mons. Pierbattista Pizzaballa va ancora una volta un grande grazie da parte della nostra comunità!


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