La giornata mondiale dei poveri

GRUPPO MISSIONARIO-ECUMENICO


Nella serata di mercoledì 17 novembre, abbiamo vissuto un momento di semplice ed edificante confronto con don Antonio Romano, giovane sacerdote dell’arcidiocesi di Acerenza, direttore del centro Caritas diocesano sul messaggio del Santo Padre sulla V Giornata Mondiale dei Poveri del 14 novembre scorso.

Il tema della suddetta giornata è tratto da Marco 14,7 in cui Gesù rispondendo a Giuda Iscariota afferma «i poveri li avete sempre con voi». Don Antonio, facendo riferimento alla sua esperienza personale, ha sottolineato come in qualsiasi ambito non bisogna diventare addetti ai lavori, ma si deve assumere lo stile del servizio e della carità perché dietro i “numeri” ci sono delle persone, dei volti concreti con la loro storia.


Commentando il messaggio del Papa, don Antonio ha richiamato alla nostra attenzione l’esortazione che il Papa ha fatto a tutti i cristiani, cioè, la carità è condivisione…proprio per questo il povero è per noi un’occasione, non un problema o uno scarto!

Esponendoci il compito della Caritas in Italia, ci ha sottolineato la sua funzione pedagogica e il suo modo discreto di intervento nel cuore delle situazioni di povertà: povertà che la pandemia ha messo sempre più in luce, povertà legate alle attività commerciali, alle famiglie, al dramma delle persone sole e abbandonate, ma soprattutto si è riscontrato un aumento della marginalità sociale. Ma come avvicinarsi e poi accompagnare queste situazioni di povertà?

La risposta ci viene, come suggerito da don Antonio, dall’omelia del Papa pronunciata durante la celebrazione eucaristica presieduta in Vaticano nella domenica dedicata alla giornata mondiale dei poveri.

Il papa ha affermato:

«A noi cristiani tocca organizzare la speranza secondo l’espressione di Tonino Bello: "[...] E' bella, è evangelica, è giovane una Chiesa che esce da sé stessa e come Gesù annuncia ai poveri la buona notizia" ».

Non ci resta che, seguendo le parole del Santo Padre, avviare processi nuovi per promuovere i pregi dei poveri e per riabilitarli nella società, perché «i poveri sono in mezzo a noi. Come sarebbe evangelico se potessimo dire con tutta verità: anche noi siamo poveri, perché solo così riusciremmo a riconoscerli realmente e farli diventare parte della nostra vita e strumento di salvezza».

L’incontro è stato importante per il nostro cammino di formazione perché ha stimolato la conversione del nostro sguardo verso le povertà.




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