IN FESTA PER LA VERGINE IMMACOLATA

Luigi Salvia (I anno)

Per il nostro Seminario, il giorno in cui si celebra l’Immacolata Concezione di Maria è un giorno speciale. Per tutta la Chiesa è così, eppure qui la solennità si tinge ancor più di festa e di gioia.

È una ricorrenza preparata, attesa da tutta la comunità, e così è stato anche quest’anno, seppure senza la consueta festa con le famiglie dei seminaristi, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19. La giornata è cominciata con la celebrazione solenne delle Lodi mattutine, presieduta dal vicerettore don Antonio Zaccara nella Cappella dedicata all’Immacolata, nelle quali è confluita l’attesa che abbiamo vissuto nella Novena in preparazione alla Solennità.

Dopo questo momento di preghiera, ognuno si è adoperato al fine di portare a termine gli ultimi preparativi per quello che è stato, naturalmente, il centro della giornata: la Santa Messa. Il servizio liturgico, la schola cantorum, ogni membro della comunità ha voluto prepararsi al meglio.

La celebrazione eucaristica, presieduta quest’anno nella Cappella del Buon Pastore da S. E. R. Mons. Francesco Sirufo, arcivescovo di Acerenza, ha preso avvio con l’inno Tota Pulchra, capace di immergere immediatamente l’intera comunità in un clima di gioioso raccoglimento.

All’ascolto della Parola di Dio, è seguita l’omelia dell’Arcivescovo, le cui parole ci hanno riportati al momento in cui l’iniziativa di Dio ha colto Maria nel pieno della sua giovinezza, affinché anche in noi possiamo riconoscere i momenti, i volti, le circostanze, le guide attraverso cui quella stessa iniziativa divina ci ha raggiunto, e alla quale sempre dobbiamo ritornare con il cuore.

La vocazione, ci ha ricordato l’Arcivescovo, vuol dire essere rapiti nella luce divina, in una missione che è opera di Dio e non è opera nostra. Così è stato per Maria e così deve essere anche per noi.

“La Chiesa, vergine e immacolata, genererà sempre nuovi figli a Dio e la Vergine Madre di Nazareth è il membro più eccelso, la figura più compiuta di questo corpo il cui capo è Cristo. Essere cristiani, essere ministri di Cristo, significa essere coinvolti in questa continua generazione verginale, perché tutto il mondo sappia che è opera di Dio e noi solo strumenti, spesso inadeguati”.

Solo la Parola di Dio che chiama può essere, in definitiva, la risposta ai nostri turbamenti e al nostro desiderio di felicità.

A conclusione della Santa Messa il Rettore, don Angelo Gioia, ha voluto porgere il suo saluto di ringraziamento all’Arcivescovo a nome della comunità del Seminario, sottolineando quanto sia stata importante la sua presenza fra di noi in un momento difficile come questo, in cui la pandemia ha reso così complicate le occasioni di incontro e di festa.

Al termine della Santa Messa, i festeggiamenti non si sono interrotti, ma sono proseguiti con la condivisione del pranzo, in quello stesso spirito di festa e convivialità che ha caratterizzato l’intera giornata, in onore di Colei che è piena di grazia, Maria, nostra Madre.


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