"Il seminario maggiore in Basilicata: perchè?" Don Vito Telesca racconta la storia del seminario

Aggiornato il: apr 23

NICOLA UMBERTO DURANTE (III ANNO)



Il 21 aprile, mercoledì che in una settimana del Buon Pastore fuori dal contesto della Pandemia avrebbe visto gli ex alunni del Seminario uniti in una solenne concelebrazione, è stata ricordata tuttavia la storia del nostro Seminario, con un incontro alla presenza di Mons. Vitantonio Telesca, primo Rettore del Seminario Maggiore Regionale. Nativo di Avigliano, don Vito è Sacerdote dell’Arcidiocesi di Potenza dal 1971.Nel 1976 ha conseguito la Laurea in Filosofia con indirizzo psico-pedagogico presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma discutendo la tesi dal titolo La nuova pedagogia nei Seminari Minori. Animatore del ginnasio presso il Pontificio Seminario Minore di Roma, nel 1973 è vicedirettore presso il Pontificio Seminario Minore di Potenza, e successivamente, nel 1978 i vescovi di Basilicata gli affidano la direzione dello stesso istituto.Nel 1990 è nominato Primo Rettore del Neo Seminario Maggiore di Basilicata, dopo il primo anno di vita presso l'edificio di via Marconi, ne avvia il cammino autonomo presso la Casa del Sacro Cuore, in attesa dell’erezione nel 1990 della struttura a Macchia Giocoli. Termina il suo lungo servizio di educatore e responsabile della formazione dei futuri candidati al presbiterato nel giugno del 1994 ed è nominato Vicario Generale della Diocesi di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo, ruolo che ricopre tuttora.

In vista di questo incontro e sollecitata dal tema formativo della Missionarietà racchiusa nel passo evangelico “Voi stessi date loro da mangiare” (Mc 6,37), la comunità del Seminario ha formato 4 gruppi di lavoro, guidati dai ragazzi del VI anno, che studiassero le figure di 4 Vescovi che si sono distinti particolarmente in passato; essi sono Mons. Vincenzo Cavalla, Arcivescovo Metropolita di Acerenza-Matera, Mons. Raffaello delle Nocche, Vescovo di Tricarico, Mons. Augusto Bertazzoni, Arcivescovo di Potenza-Marsico e Mons. Vincenzo Cozzi, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa. I gruppi, tramite materiale fotografico, testimonianze orali e testi scritti, hanno tracciato interessanti profili biografici e spirituali di queste eminenti personalità che sono state presentate nel corso della serata, per far emergere quanto possono parlare ancora oggi alla nostra Regione come esempi di Buoni Pastori, in termini sociali e spirituali. Queste relazioni, infatti, sono pubblicate su questo sito del Seminario.



Mons. Telesca, invece, ci ha illustrato la vita dell’antico Seminario Minore in Basilicata, con il liceo ginnasio paritario, elogiando l’impegno dei Vescovi dell’epoca per l’impegno per ottenere un Pontificio Seminario Minore, che contava oltre cento ragazzi in formazione; la chiusura del Seminario è avvenuta nel 2017, lasciando i locali per poi adibirli a Tribunale Ecclesiastico, Ostello ed area per i ragazzi del Propedeutico.

“Adesso che il Seminario Minore è chiuso –diceva don Vito- toccherà alle Parrocchie mettere quel seme di Vocazione nei ragazzi più piccoli”.

“La costruzione del Seminario Maggiore di Macchia Giocoli, invece –racconta Don Vito- è stata fortemente voluta da Mons. Vairo, Arcivescovo di Potenza e fu donato dal Marchese Alessandro Gerini e inaugurato nel 1990 con l’imposizione della Prima Pietra, da parte del Cardinale Giordano”.

Don Vito ne è stato il primo Rettore, e ci raccontava della vita serena che aleggiava nel Seminario, seppur con un numero elevato di ragazzi: tanti campeggi, escursioni, e attività sportive che animavano la comunità. Poi, negli anni 2000, la comunità è tornata nella casa ristrutturata in Via Marconi e Macchia Giocoli è ora adibita all’accoglienza degli anziani.

Quando la Diocesi di Policastro fu dissociata dalla Basilicata, il numero dei Seminaristi è calato; tuttavia in questi 30 anni di vita, dal nostro Seminario sono usciti ben centocinquanta Sacerdoti, e molti, dopo aver conseguito licenze o dottorati, sono tornati e ora insegnano nell’Istituto come docenti, o sono formatori dei Seminaristi.

Perciò Don Vito sottolineava: “noi non siamo i poveri della Regione, ma i ricchi, e abbiamo avuto l’opportunità di avere Sacerdoti del luogo a guidare le nostre comunità. Questo grazie al lavoro degli anni ’90; un Seminario è la garanzia del futuro sacerdotale della Regione”.

Da parte nostra come Seminaristi di oggi, ci auguriamo di proseguire al meglio quest’opera così importante che è il Seminario in Basilicata, al fine di mantenere alto il livello religioso della nostra Regione e di essere buoni Testimoni nelle nostre Diocesi per suscitare sempre nuove Vocazioni alla vita donata al Signore.




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