IL SEMINARIO IN UDIENZA DAL SANTO PADRE: Da Potenza a Roma per incontrare Papa Francesco

di Luca Vietri e Pasquale Bernalda (seminaristi II anno)


Tra i vari appuntamenti previsti per ricordare il trentesimo anniversario di fondazione del nostro seminario, una pagina che certamente resterà negli annali è stata vissuta mercoledì 9 febbraio 2022, quando, la comunità del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata, accompagnata da mons. Salvatore Ligorio e da mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, in rappresentanza di tutti i vescovi delle sei diocesi lucane, ha partecipato all’udienza generale del Santo Padre.

Papa Francesco, continuando il ciclo di catechesi dedicate alla figura di San Giuseppe, si è soffermato sul titolo di patrono della buona morte con cui il popolo cristiano venera il Custode del Redentore. Tale devozione, pur non trovando un chiaro riferimento scritturistico, nasce dalla convinzione che Giuseppe abbia lasciato questo mondo assistito e confortato dalla presenza di Gesù e Maria. Da sempre i Sommi Pontefici sono stati persuasi che attraverso la confidenza con gli Sposi della Famiglia di Nazareth si arriva direttamente a Cristo Gesù, e hanno raccomandato tutte quelle pie pratiche legate alla preghiera per i moribondi.

Egli, preoccupato dalla tendenza del mondo contemporaneo a celare tale questione, ha messo in guardia dal pensare: “che questo linguaggio e questo tema siano solo un retaggio del passato, ma in realtà il nostro rapporto con la morte non riguarda mai il passato, è sempre presente”. La soluzione non è aggirare la verità della morte o esorcizzarla, ma affrontarla con sguardo evangelico. Il Papa ha affermato che:

solo dalla fede nella risurrezione noi possiamo affacciarci sull’abisso della morte senza essere sopraffatti dalla paura. Non solo: possiamo riconsegnare alla morte un ruolo positivo”.

Nello stile diretto e pratico che gli sono propri, il Pontefice, partendo dalla constatazione secondo cui: “Non ho mai visto, dietro un carro funebre, un camion di traslochi”, ha sottolineato come la finitudine che ci caratterizza ci richiama a non riporre la nostra fiducia nei beni che possediamo. In quest’ottica il pensiero della morte aiuta l’uomo a non appesantirsi del superfluo, ma a restare concentrato sui valori essenziali. La visione cristiana della vita, ponendo al centro la dignità della persona umana, evita la logica mondana della “cultura dello scarto” per farsi compagno di strada per ciascuno dall’inizio alla fine dell’esistenza.

Al termine dell’udienza, dopo un simpatico e cordiale scambio di saluti con il Santo Padre, abbiamo voluto fermare il momento nel nostro cuore e nella nostra mente, dall’inesorabile scorrere del tempo, con la foto di rito.

Nelle Grotte Vaticane la Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo metropolita, ci ha permesso di rendere grazie a Dio per questo importante incontro. Mons. Ligorio ci ha suggerito la chiave per interpretare e saper trarre il massimo beneficio dal nostro recarci presso la sede del successore di Pietro, che non deve essere relegata all’ambito superficiale delle esperienze e delle sensazioni, ma diventare occasione per maturare sempre di più nell’amore al Magistero e alla Chiesa che si fa presente nella persona del Papa.

Egli ci ha esortati ad essere fedeli al Sommo Pontefice e al suo insegnamento per poter progredire nella via della familiarità e della conoscenza con Gesù.

Con l’eco delle parole ascoltate e le immagini ancora nitide della giornata vissuta nella città eterna, abbiamo fatto rientro a Potenza carichi di ricordi e riflessioni che sicuramente ci aiuteranno a proseguire il nostro cammino con un’intonazione nuova.

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