DISTANZIAMENTO SOCIALE? NOI RIPARTIAMO DALLA MISSIONE!

di Simone Arnesano (seminarista V anno)

Date voi stessi da mangiare


Ci siamo lasciati il 6 marzo 2020, pochi giorni prima del fatidico lock down, siamo rimasti a casa per ben tre mesi e, alla fine di questo periodo, abbiamo provato a riprendere una vita normale (anche se non si poteva mettere tra parentesi ciò che è stato vissuto) attraverso qualche incontro tra noi seminaristi e un breve periodo in comunità, nel mese di giugno, anche e soprattutto per cercare di portare a termine qualcosa che il covid aveva interrotto bruscamente.

Ci siamo lasciati il 6 marzo 2020, ma il 20 settembre 2020 la comunità del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata si è ritrovata alle ore 20 per riprendere, continuare e iniziare un nuovo anno formativo, con qualche volto nuovo all’interno del gruppo tra cui il nuovo vicerettore don Antonio Zaccara, i padri spirituali don Cesare Mariano e don Nicola Urgo e i compagni di primo anno. Alcuni come don Pino Daraio, don Leonardo Verre e don Cesare Lauria non sono più parte attiva della vita del seminario, perché esercitano nuovi ministeri all’interno della Chiesa: a loro va tutta la nostra riconoscenza per il lavoro svolto finora. I compagni dell’ormai ex sesto anno, dopo aver completato il periodo di formazione in seminario, ora sono impegnati a tempo pieno nelle nostre diocesi, ciascuno nel proprio ambito pastorale.

Siamo soliti iniziare l’anno formativo con alcuni giorni di programmazione in cui si cerca di impostare il lavoro e le attività che animeranno la nostra comunità. L’inizio di quest’anno è stato caratterizzato da un momento spiritualmente molto forte, ossia una lectio divina del padre spirituale don Cesare Mariano, che ha trattato il tema formativo che ci guiderà nel nostro cammino: «Date voi stessi da mangiare» (Mc 6,37), tratta dal racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

In questo periodo in cui le parole che ci accompagnano sono: “distanti ma uniti” e “distanziamento sociale”, il tema dell’anno formativo è “la missione” che, invece, vuole richiamare vicinanza e prossimità. Anche se sembra un paradosso, questa dimensione della nostra fede ci fa comprendere che in realtà la vera missione non è qualcosa che riguarda il semplice “fare per fare”, l’apparire, ma richiama direttamente l’esistenza umana, l’essere, riguarda la sostanza dell’uomo.

Durante la lectio si è compreso molto bene che Gesù, pronunciando questa frase, vuole invitarci a operare un cambiamento di direzione delle nostre vedute e del nostro modo di pensare, che non devono partire solamente da un piano prettamente umano, ma devono rivolgersi principalmente a Dio.

Il padre spirituale, attraverso tre punti, ha provato a dare linee guida per incarnare al meglio, nella nostra vita, il tema dell’anno e quindi la vera missione:

1) essere collaboratori di miracoli: bisogna cercare di essere giovani spiritualmente, sostenere e accompagnare le passioni, le emozioni degli altri attraverso la Parola di Dio, tutto questo per non cadere in un freddo cinismo.

2) la carità pastorale: stare come Gesù di fronte alla folla, provare compassione per loro fino alle viscere, bisogna amare e avere le stesse passioni di Cristo.

3) Eucarestia e Regno di Dio: Cristo attraverso la Celebrazione Eucaristica compie l’atto di convocarci al suo Regno, allora il ministero sacerdotale non può vivere senza Eucarestia, senza il desiderio di portare l’Eucarestia al mondo.

Dopo questo momento così forte abbiamo condiviso ciò che la meditazione aveva mosso spiritualmente nei nostri animi, permettendo di raccontare non solo le gioie ma anche i dubbi e le difficoltà che si presentano lungo il nostro cammino di formazione al sacerdozio. Nei giorni seguenti ci siamo incontrati per gruppi di animazione avviando al meglio la vita di seminario e cercando di viverla il più serenamente possibile.

Nel pomeriggio di martedì 22 siamo partiti per Santa Cesarea Terme, dove abbiamo vissuto cinque giorni di esercizi spirituali, che hanno permesso di ricaricarci spiritualmente e dare nuove motivazioni al nostro percorso.

Con i giorni di programmazione abbiamo voluto ribadire con forza che nel caos di una pandemia, nella crisi delle relazioni che stiamo tutti vivendo l’Essenziale, nonostante le difficoltà, è sempre con noi, basta saperlo vedere e cogliere.

Abbiamo anche capito che tutto quello che viviamo e sentiamo non può essere tenuto per noi stessi, ma deve essere annunciato e portato con la nostra stessa vita, proprio come Gesù ci ha indicato con le parole riportate dall’evangelista Marco: «Date voi stessi da mangiare».

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