Chiesa eucaristica

Il gruppo liturgico-vocazionale


«Ci raduni, Signore, intorno alla mensa e ci doni di tornare al gusto del pane», è questo il leitmotiv che ci ha accompagnato durante il 27° Congresso Eucaristico nazionale svoltosi a Matera dal 22 al 25 settembre.

Un congresso Eucaristico serve a promuovere il culto, la devozione e la conoscenza dell’Eucaristia; un lungo e arduo lavoro è stato necessario per la sua preparazione e ha visto impegnati soprattutto i sacerdoti e le parrocchie dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina e, in particolare la città di Matera, città del pane, città di Maria.

Un evento ecclesiale che il cardinal Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo di Bologna, ha visto come «un segno provvidenziale per tutte le Chiese in Italia che affrontano il Cammino sinodale»; parole pronunciate nella celebrazione d’apertura del Congresso.

Segno provvidenziale perché ci ha permesso di riflettere sull’essenzialità dell’Eucarestia, che «è pane vivo, pane da gustare oggi, che riaccende il nostro gusto»

– ha continuato il cardinal Zuppi – soprattutto quando siamo smarriti nella nostra vita e «perdendo di vista Dio, qualche volta con la pretesa di sostituirlo, stiamo perdendo di vista la nostra identità di uomini» (Mons. Caiazzo). Siamo protagonisti di un tempo nel quale in Europa si combatte una guerra «che brucia i campi, che toglie il pane, creando fame, che divide e non fa riconoscere fratelli ma ci trasforma in nemici», ha proseguito ancora l’arcivescovo di Bologna.

Noi seminaristi siamo stati mandati a due a due nelle diverse parrocchie della città per offrire il nostro servizio, sia per la celebrazione del mattino, a cui prendevano parte i Vescovi, i sacerdoti e i vari gruppi di fedeli, sia per la partecipazione ai lavori del congresso, che consistevano in relazioni-meditazioni trasmesse in streaming dalla basilica cattedrale, seguite da laboratori e testimonianze.

Venerdì 23, secondo giorno, mons. Busca, Vescovo di Mantova, ha trattato il tema “Dall’altare alle tavole della vita”, mentre nel pomeriggio è stato possibile vivere la liturgia penitenziale e accostarsi al Sacramento della Confessione. In serata, si è svolta la Via Lucis Eucaristica, in cui Monsignor Erio Castellucci – Arcivescovo di Modena-Nonantola – ha ripreso il tema del cammino sinodale, individuando nella Parola e nel Pane di Vita gli ingredienti essenziali del sinodo, della Chiesa che nella Celebrazione eucaristica vive un «sinodo concentrato» per continuare a seguire il maestro verso la meta del Regno.


Nella serata, in quattro chiese del centro è stata organizzata l’Adorazione Eucaristica, animata da diverse associazioni e movimenti laicali.

Sabato 24 la prof.ssa De Simone, docente di filosofia della religione e teologia fondamentale, ha tenuto una relazione su “Chiesa, sinodalità, Eucaristia”. Nel pomeriggio invece, mentre si ultimavano i preparativi per la Messa conclusiva del Papa, si è snodata una lunga processione eucaristica per le vie di Matera, conclusasi nella Chiesa di San Francesco.

A concludere le giornate congressuali è stata la celebrazione eucaristica presieduta da Sua Santità Papa Francesco. Nell’omelia, il Santo Padre ha richiamato il tema del primato dell’Eucarestia nella vita di ogni cristiano, nella Chiesa:

«Sogniamo una Chiesa così: una Chiesa eucaristica. Fatta di donne e uomini che si spezzano come pane per tutti coloro che masticano la solitudine e la povertà, per coloro che sono affamati di tenerezza e di compassione, per coloro la cui vita si sta sbriciolando perché è venuto a mancare il lievito buono della speranza».

Mettendo al centro l’Eucarestia diamo a Dio il suo primato: ci apriamo alla relazione con Lui, ci riscopriamo creature bisognose della sua misericordia, ci spogliamo delle nostre ricchezze e invece di adorare noi stessi adoriamo Gesù: «Chi adora Dio non diventa schiavo di nessuno: è libero».

Iniziare un nuovo anno formativo con il congresso Eucaristico è significato rimarcare la centralità dell’Eucaristia come “segno di unità e legame di carità” nella vita di un cristiano e, in particolar modo, in un percorso vocazionale.

Per noi seminaristi incontrare Papa Francesco è stato sicuramente toccante ma, al di là delle emozioni, è stato segno di comunione della Chiesa che si unisce intorno al pastore per celebrare il Sacrificio dell’unico Buon Pastore.



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